Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare

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Dipartimento III - Gestione della costa e cambiamenti climatici globali

 

 

Solo in tempi recenti la presa di coscienza che un processo degenerativo del pianeta possa essere stato causato dall'attività umana, ha indotto i governi mondiali ad interrogarsi e confrontarsi su scala mondiale ed a stimolare la ricerca scientifica verso un concreto impegno riguardante lo studio dei processi interattivi tra clima ed ambiente che vengono comunemente definiti "cambiamenti globali" (UNCED, agenda 21, 1992). Il cambiamento del clima è stato definito dall'IPCC (Intergovernamental Panel for Climate Change) come una variazione attribuibile, direttamente o indirettamente, alla attività dell'uomo che altera la composizione dell'atmosfera globale; il cambiamento climatico così inteso si aggiunge alla normale variabilità climatica su un periodo di tempo confrontabile.Sebbene l'aspetto climatico costituisca la componente più visibile e nota dei cambiamenti globali, questi operano anche attraverso meccanismi più complessi e profondi che innestano reazioni, più o meno note, sul pianeta terra ed i suoi ecosistemi. L'aumento delle conoscenze nel settore dei cambiamenti globali ha portato a concepire il sistema fisico terrestre come intimamente legato ai cicli biogeochimici ed ai processi della biosfera.Nonostante gli effetti dei cambiamenti globali che avvengono sulle terre emerse siano, a causa della loro maggiore visibilità, più noti all'opinione pubblica anche l'ambiente marino è fortemente coinvolto da questo fenomeno.In campo marino le modificazioni più evidenti riguardano la distribuzione della temperatura e consequenzialmente la circolazione delle masse d'acqua, l'innalzamento del livello del mare e la ripetitività di eventi metereologici eccezionali. Tali modificazioni innescano profonde reazioni nei biota, sino ad incidere profondamente sulla produttività e la biodiversità, fattori a loro volta connessi agli aspetti sociali, economici e culturali dell'umanità.Oggi un approccio multidisciplinare allo studio del clima può consentire la comprensione dei rapporti fra i cambiamenti climatici globali e quelli locali che possono anche innescare fenomeni di risonanza con altre alterazioni umane come lo sfruttamento irrazionale delle risorse e l'inquinamento ambientale, amplificando ed accelerando la dimensione degli eventi sino alle catastrofi. Sebbene gli effetti più conosciuti dei cambiamenti globali in mare riguardino le grandi masse oceaniche come avviene per i fenomeni del Nino e della Nina, anche nei biota e negli ecosistemi dei bacini minori, quale il Mediterraneo, si verificano profonde e complesse alterazioni.Il Mediterraneo, a causa della sua condizione di mare semichiuso e fortemente abitato, va incontro a peculiari modificazioni che, sebbene spesso non appaiano eclatanti, incidono profondamente sull'intero sistema. Si osservano infatti modificazioni significative, quali:a) variazioni eustatiche;b) variazioni nelle temperature stagionali;c) variazioni qualitative e quantitative dei nutrienti e della produzione primaria consequenziale, con probabile connessione al fenomeno delle mucillagini;d) alterazioni nella biodiversità faunistica e floristica, intese sia come variazioni relative a modificazione genetiche all'interno delle specie, sia come alterazioni connesse alla penetrazione in Mediterraneo di specie non indigene e la loro competizione con le specie locali;e) cambiamenti nella quantità e la qualità delle specie pescabili. A causa dell'importanza che il fenomeno sta attualmente rivestendo sono oggi numerosi gli organismi internazionali che operano nell'ambito dei cambiamenti globali, tra i pù importanti si ricordano: IGBP (International Geosphere-Biosphere Programme), BAHC (Biospheric Aspects Hydrological Cycle), GLOBEC (Global Ocean Ecosystem Dynamics), GECHS (Global Environmental Change and Human Security), LOICZ (Land Ocean Interactions in the Coastal Zone).Molti di questi organismi si occupano degli effetti dei cambiamenti globali in ambito emerso, altri in ambiente marino oceanico mentre risulta necessario incrementare una più attenta valutazione degli effetti su bacini minori dalle caratteristiche peculiari quale ad esempio il Mare Mediterraneo.Va inoltre sottolineata la sensibilità del Ministero Ambiente Italiano alla tematica, attraverso l'inserimento degli studi sui cambiamenti marini nell'ambito delle azioni previste dal Comitato Nazionale sulla Desertificazione e nelle azioni da effettuare in area di competenza relative del Protocollo di Kyoto.

Attività di ricerca

Nell’ambito dell’area tematica “Gestione della costa e cambiamenti climatici” i programmi di ricerca sono indirizzati all’identificazione di strumenti a supporto della gestione della fascia costiera e, in particolare:
- Pianificazione costiera mediante l’applicazione di sistemi informativi
georeferenziati;
- Attività di studio per l’identificazione di approcci innovativi per la
gestione integrata della fascia costiera, mediante l’applicazione di analisi multicriterio su base georeferenziata, a supporto delle Amministrazioni Pubbliche (Stato, Regioni, Province) interessate direttamente alla gestione della costa;
- Attività di ricerca sui cambiamenti climatici e sull’assetto delle coste.

GRUPPO CLI. CO. RE. 

(CLIMATE AND COASTAL RESEARCH)

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