Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare

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Dipartimento III - PR213

PR - 213 - PAN cetacei - Attuazione del piano nazionale di conservazione di cetacei.

 

Interazioni Tursiope pesca artigianale

Responsabile del progetto:  Dott. Giancarlo Lauriano

 

Le interazioni competitive tra il Tursiope (Tursiops truncatus) e la piccola pesca rappresentano un imponente problema nel Mar Mediterraneo (Consiglio et al., 1992; Silvani et al., 1992; Cannas et al., 1994; Di Natale et al., 1994), così come in altre aree (Northridge, 1984; Northridge, 1991), sia in termini di minaccia alle popolazioni dei cetacei che di danno economico alla industria della pesca locale (Northridge et al., 1999). Lo studio condotto dall'ICRAM, rappresenta uno dei primi tentativi di monitorare l'interazioni nel Mediterraneo attraverso la comprensione delle modalità dell'inetrazione. Sono state quindi indagate le componenti che entrano in giuoco nel fenomeno e in particolare gli attrezzi da pesca utilizzati nell'area secondo le consuetudini di pesca in accordo con le stagioni, le specie targets e i banchi di pesca. La definizione dell'intensità dell'interazione sui differenti tipi di attrezzi, ha poi permesso di stimare economicamente il danno che ciascun pescatore potenzialmente può accusare dall'interazione.  Per completare il quadro delle componenti dell'interazione, è stato indagato anche il segmento di popolazione di tursiopi dell'Asinara attraverso uno studio del comportamento in presenza e in assenza di interazioni e la stima numerica degli esemplari presenti nell'area.

 

Obiettivi:

Il programma si articola in due azioni principali:

1.      Valutazione delle interazioni tra attività di pesca e delfinidi in aree campione.

Il programma scaturisce dal programma :” Interazioni tra specie protette e attività della piccola pesca nelle aree marine protette: il caso dei tursiopi e dei pescatori dell'Asinara” (Pr 143) e dal programma “interazioni tra delfinidi e attività di pesca nelle marinerie italiane” (Pr 185). La metodologia adottata per studiare il fenomeno sarà quella messa a punto nel Pr 143 ed estesa ad altre aree in cui l'interazione risulta sensibile definite dal Pr 185. Saranno prese in considerazione aree, attrezzi, specie bersaglio e stagionalità del fenomeno. Si valuterà il danno alieutico ed economico, derivante dalla riduzione delle catture e dall'alterazione funzionale dell'attrezzo. Le informazioni raccolte saranno utilizzate per  studiare misure di mitigazione e/o di compensazione.

2.      Studio della distribuzione del tursiope lungo le coste italiane

L'azione intende sviluppare l'Azione n° 9 (Valutazione della presenza e distribuzione del Tursiope nella fascia costiera nazionale) del piano d'Azione Nazionale per la Conservazione dei cetacei, presentato dall'ICRAM al Ministero dell'Ambiente il 20-02-2001 e si riferisce, inoltre, gli articoli 3(3), 11(1), 11(2), 15b, 20 del “Protocollo sulle Aree Particolarmente Protette e sulla Diversità Biologica nel Mediterraneo” della Convenzione di Barcellona (1995).

L'azione comprende numerose attività, specificate di seguito, che verranno distribuite su un biennio.

Obiettivo ultimo dell'azione è fornire una stima numerica del segmento di popolazione che frequenta le coste siciliane e, ove possibile, di altre regioni.

I responsabili delle azioni, oltre a partecipare alle attività di campo, avranno il compito di vigilare sulle attività.

 

Descrizione delle attività (per anno):

Attività 1: Valutazione delle interazioni tra attività di pesca e delfinidi in aree campione.

11/2001-primo semestre 2002

I risultati del Pr 143 sintetizzati nella scheda apposita di progetto, saranno utilizzati per definire le metodologie di campionamento e al contempo le informazioni del Pr 185 individueranno le altre due aree da studiare.

Si prevede una prima fase di formazione degli operatori presso il Parco Nazionale dell'Asinara.

Attraverso metodi standardizzati di raccolta dati e di definizione dei danni al pescato e alle reti, per ciascuna zona si definiranno:

  • le aree di interazione negativa;

  •  le aree nelle quali, pur con una sovrapposizione tra delfini e pesca, non ci sono interazioni negative;

  • le tecniche di pesca locali (tipo di attrezzo, fondo, specie target) in entrambe i tipi di area.

Sulla base dei risultati ottenuti dal censimento effettuato con il Pr 185 dalle cooperative di settore (Legapesca, AGCI e CIRSPE), si individueranno, oltre all'Asinara due aree, da campionare. Per quanto riguarda i delfinidi, si procederà a:

  •  definire le specie coinvolte nell'interazione;

  • stimare la popolazione coinvolta nelle interazioni e definirne la struttura;

  • determinare l'identità degli individui coinvolti, la loro classe d'età e il genere;

  • identificare le aree di sovrapposizione esistenti tra zone di pesca e areali individuali

  •  identificare i possibili elementi attrattivi per i delfini nelle operazioni di pesca (per esempio, il rumore del motore o degli strumenti di pesca).

Si prevedono campagne d'imbarco per:

  •  studiare la frequenza delle interazioni durante le operazioni di pesca;

  • analizzare la composizione del pescato (quantità totale per specie) in relazione alla presenza/assenza dell'interazione.

Si prevedono, inoltre, studi localizzati di fotoidentificazione, per la definizione del segmento di popolazione di delfinidi interessato dalle interazioni. Inoltre, dopo avere individuato le specie target dei delfinidi, saranno indagati i parametri ecologici ed etologici delle stesse.

 

Attività 2: Studio della distribuzione del tursiope lungo le coste italiane.

Primo semestre 2002

Coinvolgimento di gruppi già operativi a mare (Castalia Ecolmar, Legambiente) loro coordinamento per la raccolta di dati nelle aree d'interesse.

Il gruppo Castalia Ecolmar, nell'ambito della convenzione con il Servizio Difesa Mare del Ministero dell'ambiente per interventi relativi all'inquinamento, è operante con 15 unità navali, nelle province di Trapani, Palermo, Siracusa e nelle zone di Milazzo e Augusta. Tali unità navali fungeranno da piattaforme di osservazione per la presenza/assenza e distribuzione dei delfinidi.

Il gruppo di Legambiente sarà impegnato nelle campagne di divulgazione.

Sarà valutata la necessità di coinvolgere altri gruppi che, per proprie attività sul territorio, possano garantire un monitoraggio costante nel tempo e fornire informazioni sulle catture accidentali.

 

Attività  per il  2002 – 2003 – 2004 

2002

1.      Preparazione di un protocollo di raccolta dati per lo studio dell'interazione tra attività di pesca e delfinidi.

2.      Preparazione di schede di osservazione e di un manuale di riconoscimento dei Delfinidi da distribuire agli operatori di Catalia Ecolmar.

3.      Formazione del personale che eseguirà le osservazioni sulla distribuzione e abbondanza relativa del tursiope.

4.      Formazione del personale qualificato che eseguirà le osservazioni sull'interazione.

5.      Inizio della fase di raccolta dati di distribuzione e abbondanza relativa.

6.      Inizio della fase di raccolta dati sull'interazione in Sardegna e successivamente in altre due aree campione.

7.      Analisi finale, relativa al primo anno di studi, dei dati sulla distribuzione e abbondanza relativa, per l'eventuale correzione metodologica.

8.      Analisi finale, relativa al primo anno di studi, dei dati sull'interazione, per l'eventuale correzione metodologica.

 

2003

1.      Conclusione della raccolta dei dati.

2.      Inserimento e analisi dei dati in un sistema informativo geografico (per entrambe le azioni).

3.      Analisi finali, risultati e conclusioni.

4.      Creazione di un atlante di distribuzione del Tursiope.

5.      Creazione di una mappa di distribuzione e natura delle interazioni.

Altre considerazioni:

 

Al programma confluiscono progetti di ricerca già avviati che contribuiscono alla valutazione della distribuzione geografica del fenomeno delle interazioni e delle sue modalità.

tursio1.pg

Referente

Dott. Giancarlo Lauriano

e-mail: g.lauriano@icram.org

 

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