Le applicazioni tecnico-scientifiche legate alla movimentazione dei fondali riguardano una serie di attività che possono essere condotte nei siti di prelievo, durante le fasi di trasporto e sopratutto per una corretta gestione dei sedimenti dragati.La scelta di siti marini per lo smaltimento del sedimento dragagto o per il reperimento delle sabbie può avere invece una serie di impatti negativi sulle attività di pesca, turistiche e sulla navigazione; risulta pertanto evidente che tali attività debbano riguardare i quantitativi strettamente necessari (oltre che qualitativamente idonei), incoraggiando l'uso benefico e controllato del materiale asportato e introducendo verifiche di tipo ecotossicologico che meglio possono valutare il rischio ambientale, cioè gli effetti a medio e lungo termine.
Limpiego di saggi biologici e lanalisi di biomarker negli organismi marini risultano ormai indagini essenziali, precedenti o parallele al più tradizionale approccio chimico-fisico. La deposizione in mare dovrà comunque essere consentita solo dopo una serie di verifiche e una stima di impatto nel sito di scarico, predisponendo contemporaneamente specifici piani di monitoraggio, nella massima trasparenza e competenza, che dimostrino la fattibilità e sostenibilità ambientale di tali operazioni. A partire da questi ultimi anni una soluzione di largo impiego è la deposizione in siti conterminati in ambito portuale (vasche di colmata, banchine, bacini costieri, ecc.). Lesperienza nazionale per la gestione di tali strutture è ancora insufficiente e comunque, nel lungo periodo non possono rappresentare una soluzione definitiva per gli spazi da occupare e per le implicazioni ambientali. Molte possibilità di riutilizzo devono prevedere necessariamente nuove opzioni di gestione come il "trattamento dei sedimenti"; un trattamento di tipo meccanico e/o chimico e/o biologico può determinare la riduzione dei volumi e migliorare la qualità dei sedimenti così da consentirne usi benefici a minore impatto ambientale (ripascimenti costieri, ripristini ambientali, formazione di lagune costiere, materiale per riempimenti, ecc.). Considerando che queste attività necessitano di ingenti finanziamenti, si rende ancora più necessario incrementare le tecniche per un dragaggio selettivo, così da effettuare tali attività sui quantitativi precedentemente individuati. Per lo svolgimento di queste tematiche è indispensabile una opportuna integrazione di informazioni provenienti da diverse discipline tecnico-scientifiche, secondo un approccio multidisciplinare. Tale approccio comporta l'esecuzione di indagini di tipo fisico-chimico, biologico ed ecotossicologico sui materiali, così come la conoscenza e la sperimentazione delle tecnologie di dragaggio e trattamento a diverse scale (laboratorio, pilota, definitiva). Inoltre è necessario realizzare una più stretta collaborazione tra le strutture di supporto tecnico, gli enti scientifici, gli operatori del settore e le comunità locali, per trovare sinergie di carattere scientifico, economico e politico.
Esperienza
Questo settore di ricerca dell'ICRAM ha acquisito particolare esperienza e sono in corso differenti programmi di ricerca riguardo lo sviluppo di criteri integrati (chimico-fisici, biologici ed ecotossicologici) per la caratterizzazione e la gestione ottimale dei sedimenti e la valutazione della qualità degli ambienti marini nell'ambito delle seguenti attività:
dragaggio di aree costiere finalizzato al mantenimento e/o incremento dei traffici marittimi, delle attività turistico-commerciali ed industriali dei porti (autostrade del mare), alla posa di condotte e cavi per telecomunicazioni, al risanamento/riqualificazione ambientale di siti costieri contaminati (aree a forte impatto antropico)
sperimentazione di tecnologie innovative per il trattamento di sedimenti marini finalizzati ad un loro riutilizzo ecocompatibile (materiali per riempimenti, utilizzo per fondi stradali ed edilizia, aree naturali);
monitoraggio a breve/lungo termine delle attività di smaltimento di sedimenti provenienti da dragaggi portuali (es.: siti di discarica in mare, vasche di colmata in ambito portuale) e valutazione della qualità degli ambienti costieri in genere (zone costiere fortemente antropizzate, foci fluviali, ecc.);
definizione del rischio ambientale conseguente alla gestione dei sedimenti marini contaminati per mezzo di valutazioni ecotossicologiche;
contenimento del fenomeno di erosione costiera e conseguente riqualificazione ambientale ed economica del territorio mediante opere di ripascimento con l'impiego di sabbie marine naturali e/o portuali.
Principali prodotti conseguiti nell'ambito delle più recenti ricerche svolte
Individuazione di un criterio preliminare di classificazione della qualità dei sedimenti (chimico ed ecotossicologico) per la gestione dei materiali di dragaggio portuale; è stata realizzata una specifica pubblicazione: Pellegrini D., Onorati F., Virno Lamberti C., Merico G., Gabellini M., Ausili A. (2002) "Aspetti tecnico-scientifici per la salvaguardia ambientale nelle attività di movimentazione dei fondali marini: Dragaggi Portuali" Quaderno ICRAM n.1: 201 pp.
Individuazione di concentrazioni naturali nei sedimenti "valori di riferimento" per elementi in traccia in alcuni tratti costieri nazionali utilizzando una validazione anche ecotossicologica;
Realizzazione di un impianto pilota "mobile" in collaborazione con il CIBM di Livorno per la separazione meccanica delle sabbie dai sedimenti marini
Elaborazione di alcuni protocolli metodologici per le attività di campionamento, la caratterizzazione fisica, chimica, biologica ed ecotossicologica di sedimenti marini, finalizzata al monitoraggio di ambienti costieri.
Sono state realizzate specifiche pubblicazioni:2. Indagini ecotossicologiche negli ambienti marini costieri in riferimento al D.L. 152/99" 2001 - Atti della Giornata di studio ICRAM-SIBM, Roma, 6 Marzo 2001, Biologia Marina Mediterranea Vol. 8 (2):163 pp.
Elaborazione di Piani di monitoraggio e individuazione delle criticità ambientali nella differenti attività di gestione dei sedimenti portuali (fase di dragaggio, trasporto, deposizione in bacini di contenimento costieri, immersione in mare, ripascimento dei litorali)
Avvio del percorso di formazione internazionale in ambito ISO (tramite UNICHIM) di procedure per l'esecuzione di saggi biologici di tossicità acuta per alcune specie-test marine (metodi biologici standardizzati)