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PR/75 - ANALISI DI CONDIZIONE DELLE LARVE DI ACCIUGA, Engraulis encrasicholus L., PER L'IDENTIFICAZIONE E LA VALUTAZIONE DEI PROCESSI DETERMINANTI LA VARIABILITÀ DEL RECLUTAMENTO (“A.L.I.C.E.: Anchovy Larvae In Contrasting Environments”)

 

O. Giovanardi, ICRAM, Loc. Brondolo   30015 Chioggia (Ve)

 

Parole chiave: Engraulis encrasicolus, distribuzione verticale e orizzontale uova e larve, mortalità larvale, allevamento larve, Adriatico settentrionale 

 

Lo scopo del programma “A.L.I.C.E.” è stato quello di investigare la sopravvivenza delle larve di acciuga nell'Adriatico settentrionale e, in maniera specifica, valutare l'ipotesi che il rimescolamento delle acque ad opera del vento disgreghi la stratificazione della colonna d'acqua e la concentrazione di particelle nutritive presenti nei vari strati, pregiudicando in tal modo la sopravvivenza delle larve. Questa ricerca è stata condotta attraverso un programma di campionamenti sul campo atti a trovare una correlazione tra condizioni ambientali e disponibilità di risorse nutritive per le larve di acciuga. Lo studio è stato integrato da un programma sperimentale di allevamento in laboratorio delle larve di acciuga, per indagare aspetti relativi allo sviluppo, alla crescita e alla nutrizione delle larve.

Le principali conclusioni sono le seguenti:

·      È stato dimostrato che l'area direttamente influenzata dagli apporti delle acque del fiume Po è un'importante zona di riproduzione e “nursery area” per le acciughe. L'arricchimento dei nutrienti provenienti dalle acque fluviali ed il conseguente aumento della produzione primaria planctonica, è ritenuto essere uno degli aspetti che rendono tale area particolarmente favorevole. La dieta delle larve di acciuga è costituita, prevalentemente, da copepodi allo stadio di nauplio e di copepodite; è stato dimostrato che questi organismi sono più abbondanti nella regione di deflusso delle acque del Po. 

·      Durante le quattro settimane di campionamento del 1996, alle condizioni iniziali di tempo relativamente calmo sono subentrate condizioni di tempo instabile con forti venti in direzione NE e di crescenti apporti di acque fluviali. Le condizioni di tempo relativamente calmo si sono ristabilite verso la fine del periodo di campionamento. La struttura idrografica ha risentito delle condizioni meteo molto variabili, ed ha subito un'evoluzione passando da una situazione di stratificazione ben definita e alte temperature superficiali, ad una di scarsa stratificazione e temperature superficiali più basse.

·      A livello generale, l'abbondanza del cibo facente parte della dieta delle larve di acciuga è cambiata parallelamente all'evoluzione delle condizioni meteo. La concentrazione delle risorse nutritive, in seguito ad un periodo di tempo stabile, era relativamente alta all'inizio dei campionamenti del 1996, poi, durante il prolungato periodo di tempo instabile, i livelli di concentrazione sono scesi e la sua composizione specifica ha subito delle variazioni. Quando le condizioni meteo si sono stabilizzate, alla fine del periodo di crociera, si è nuovamente registrato un aumento dell'abbondanza del cibo. Tuttavia, è probabile che i livelli di concentrazione del cibo non siano mai stati un elemento nettamente limitante per la sopravvivenza delle larve.

·      I valori di mortalità larvale, simile sia in condizioni di tempo stabile che in condizioni di rimescolamento delle acque ad opera del vento, hanno indicato dei livelli di abbondanza generalmente sufficiente del cibo. I livelli di mortalità giornaliera osservati (circa il 44%), sono paragonabili ai valori riscontrati in altri studi, condotti sia in Adriatico che altrove.

·      La sopravvivenza potenziale delle larve di acciuga in relazione alla disponibilità delle risorse alimentari è stata anche esaminata mediante l'elaborazione di indici istologici di condizione nutrizionale delle larve. Questi indici sono stati validati negli esperimenti di allevamento di larve di acciuga condotti in laboratorio.

·      La correlazione tra le condizioni nutrizionali delle larve di acciuga e la disponibilità di cibo è stata evidenziata sia dalla relazione positiva tra condizioni delle larve e quantità di cibo nel loro apparato digerente che dalla osservazione generale che le larve in condizioni peggiori sono state trovate in zone situate al largo, dove la disponibilità delle risorse alimentari era minore. Il livello delle condizioni nutrizionali delle larve più piccole, e probabilmente meno resilienti, era inferiore a quello delle larve di maggiori dimensioni.

·      Non è stata tuttavia trovata alcuna specifica relazione tra la disponibilità delle risorse alimentari rilevata in ciascun campionamento e le condizioni nutrizionali delle larve. Questo è stato attribuito a livelli di abbondanza di cibo generalmente favorevoli e al grado elevato di variabilità temporale e spaziale riscontrati durante i campionamenti del 1996.

Così, considerando i risultati ottenuti dagli studi eseguiti sul campo sopra delineati a grandi linee, sono state mostrate alcune relazioni generali tra le condizioni atmosferiche e le fonti di cibo per le larve di acciuga, ma non è stata evidenziata nessuna precisa relazione tra le due componenti. I risultati ottenuti dai campionamenti intensivi in ogni singola stazione, in particolare quelli sulla distribuzione verticale ottenuti mediante l'uso dell'“L.H.P.R.” (Long-Hurst Plankton Recorder), hanno fornito del materiale per una disamina più particolareggiata delle possibili relazioni alimentari:

·      Sia le uova che le larve di acciuga erano concentrate nei primi 15m della colonna d'acqua. Le fonti di cibo erano, generalmente, maggiormente distribuite in tutta la colonna d'acqua, ma i più alti valori di concentrazione (circa 1,5 - 2,5 volte il valore medio lungo la colonna d'acqua), erano riscontrati, invariabilmente, nei primi 10m. L'ipotesi è che la mobilità verticale delle larve permetta alle larve stesse di individuare e di sfruttare questi strati di aggregazione di particelle alimentari.

·      I cambiamenti nella stratificazione generalmente si riflettevano in variazioni simili della distribuzione verticale delle larve di acciuga e delle particelle alimentari; così, quando la colonna d'acqua aveva una struttura meno definita, entrambe le componenti erano maggiormente disperse. È stato dimostrato che per le particelle alimentari questo era espresso dalla relazione positiva tra il rapporto valore massimo/valore medio dell'abbondanza del cibo (cioè la concentrazione lungo l'asse verticale) e la stratificazione dei primi 15 m della colonna d'acqua.

·      Il rimescolamento indotto dal vento, riscontrato durante il periodo di campionamento del 1996, tendeva a ridurre la stratificazione della colonna d'acqua, e quindi, in alcune stazioni, provocava una minore concentrazione delle particelle alimentari lungo l'asse verticale. Tuttavia, nelle aree maggiormente influenzate dagli apporti fluviali, l'ingresso, in superficie, di crescenti quantitativi di acqua dolce durante il periodo di forti venti ma di intense precipitazioni, rafforzava, anzichè indebolire, la stratificazione della colonna d'acqua e manteneva la concentrazione delle particelle alimentari lungo l'asse verticale.

Queste osservazioni ci permettono di concludere che le acque prospicienti il delta del Po offrono un ambiente favorevole alla sopravvivenza delle larve di acciuga anche grazie ai notevoli apporti di acqua dolce, che forniscono un contributo al mantenimento della stratificazione della colonna d'acqua, e, in ultima analisi, degli aggregati delle particelle alimentari. Il fatto che non siano stati osservati elevati livelli di mortalità quando ci si è imbattuti in condizioni estreme di rimescolamento della colonna d'acqua ad opera del vento non riduce la possibilità che tale rimescolamento possa pregiudicare la sopravvivenza delle larve dei pesci, ma ribadisce l'importanza della stratificazione per la loro sopravvivenza. Ci sono, quindi, motivi per ritenere che la sopravvivenza delle larve di acciuga sia condizionata negativamente da situazioni di portata ridotta delle acque fluviali, occasionate, ad esempio, da variazioni del clima o da esigenze di pianificazione del fabbisogno idrico da parte dell'uomo.

 

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