PR/94 - ANALISI DELLA PESCA A STRASCICO ENTRO 3 MIGLIA DALLA COSTA NEL COMPARTIMENTO MARITTIMO DI CHIOGGIA
O. Giovanardi , ICRAM, LOC. BRONDOLO 30015 Chioggia (Ve)
Parole chiave : strascico costiero, Adriatico, Laguna di Venezia, A. boyeri, piccola pesca
I dati e le informazioni raccolte in questo lavoro permettono di delineare un quadro della situazione della pesca a strascico praticata entro 3 miglia dalla costa nel Compartimento marittimo di Chioggia, relativamente al periodo novembre-marzo, quando questa “pesca speciale” è permessa dalla attuale normativa italiana. Dopo aver descritto per sommi capi le conoscenze attuali sull'argomento in oggetto, è stata valutata l'incidenza della flotta che si dedica a questa attività rispetto alle imbarcazioni dedite alle varie forme di strascico; inoltre sono state descritte le catture effettuate a vari livelli: mercato ittico all'ingrosso, maggiori cooperative che associano questo tipo di pescatori, imbarcazioni campione prima, durante e dopo il periodo di deroga, campionamenti con imbarchi a bordo di imbarcazioni campione che usufruivano, e non, della possibilità di pesca offerta dalla deroga, campionamenti su stazioni fisse in mare e in laguna.
Questo ha reso possibile la definizione dell'abbondanza e lo studio della biologia e della dinamica della principale specie bersaglio di questa attività: il latterino.
E' emerso come questa risorsa sia importante soprattutto per i pescherecci più piccoli. Le imbarcazioni più grandi, autorizzate nel periodo di deroga, in funzione dell'andamento meteomarino e della resa della attività usuale di pesca a strascico su specie bersaglio situate in aree più al largo (es. moscardini) di solito nel mese di dicembre e gennaio decidono se cambiare rete e spostarsi sottocosta. In realtà anche in questo caso le catture totali giornaliere per questi sono a volte piuttosto limitate.
La percentuale di imbarcazioni che effettuano realmente in modo continuativo per almeno qualche settimana la pesca a strascico sottocosta nel periodo consentito dalla deroga è molto variabile di anno in anno, in funzione delle fluttuazioni delle specie bersaglio, in particolare del latterino e della seppia. Nelle ultime stagioni questo numero è oscillato intorno alla metà del totale delle imbarcazioni autorizzate alla pesca del latterino con rete a maglia ridotta. Il cambio di rete può produrre notevoli variazioni sulle catture. Ad esempio alcuni pescatori affermano che con la rete da latterini (12 mm di maglia) la velocità di pesca è ridotta, e si catturano minori quantità di quelle specie solitamente più abbondanti quando la velocità di pesca è più sostenuta.
Un problema legato all'attività di pesca a strascico in deroga segnalato dai pescatori locali è dato dalla legislazione attuale, carente in qualche punto nel definire questa pratica. Succede a volte che in corrispondenza di controlli delle forze dell'ordine, queste osservino a bordo la presenza consistente di specie commerciali diverse da quelle per cui è motivata la deroga (latterino e seppie), non di rado multando i pescatori.
D'altra parte è chiaro che questo tipo di pesca non può essere monospecifica ed è inevitabile la cattura di altre specie. E' stato osservato che in genere l'incidenza media del latterino è stata almeno del 50 % in peso durante il periodo da noi esaminato. In alcuni casi si arriva oltre il 90 %.
Va segnalato comunque che la rimanente parte delle catture è composta soprattutto da adulti di varie specie di gobidi, caratterizzate dalle piccole dimensioni, dal ciclo vitale breve e dalla maggior presenza sottocosta. Non sono osservabili forme giovanili.
Nella laguna di Venezia è inoltre impiegata una rete a strascico di piccole dimensioni (“coccetta di porto e con ciocioli”), trainata da due imbarcazioni in aree poco profonde, particolarmente adatta per la cattura di “acquadelle”, ma anche di Mugilidi, seppie, acciughe, ecc. In questo caso la giornata di pesca ha un ciclo completamente diverso da quello classico, con l'uscita delle imbarcazioni al tramonto ed il loro ritorno in porto, per il mercato, verso le ore 5:00.
Ci sono poche coppie di questo tipo che possono operare sia in laguna che in mare, di solito molto sottocosta a causa delle caratteristiche dell'attrezzo. Per queste imbarcazioni è molto importante la pesca del latterino; esse lo seguono nei suoi spostamenti, passando dalla cattura in laguna (fino a novembre) alla pesca in mare appena la specie inizia a frequentare la zona costiera.
E' stata osservata l'estrema importanza che ha la fase lagunare per lo stock di A. boyeri. Quindi una qualsiasi azione di gestione deve necessariamente prendere le mosse soprattutto da tale ambiente. Da quanto emerge dai dati e dalle elaborazioni effettuate, non sembra che allo stato attuale vi siano dei rischi per la risorsa legati alla forma ed al livello di sfruttamento a cui è sottoposta.
L'insieme dei dati delle analisi genetiche sottolinea l'importanza per il latterino dei flussi di scambio tra mare ed ambienti lagunari e l'utilità del rimescolamento per la conservazione della biodiversità genetica.
Nel periodo aprile - giugno la specie bersaglio della pesca a strascico entro 3 miglia è la seppia, che viene a riprodursi sottocosta. Questa attività è permessa fino a 600 m dalla costa ma esiste un notevole conflitto con gli operatori che usano le nasse e le reti fisse. Anche questa attività è fortemente variabile in funzione delle fluttuazioni annuali della specie, ma nel Compartimento di Chioggia è attivamente effettuata.
Una specifica analisi su questa pesca è stata effettuata recentemente da una ricerca finanziata dall'A.S.A.P. di Venezia (1997). Inoltre tale argomento è stato affrontato in particolare dalle altre UU.OO. afferenti al gruppo di ricerche sulle “Pesca entro 3 miglia dalla costa in Adriatico” finanziate nell'ambito del IV Piano Triennale della Pesca e dell'Acquacoltura. In generale la pesca delle seppie con reti a strascico sottocosta presenta alcuni problemi che rendono difficile la giustificazione di tale attività.
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