Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare

Web Chioggia

L'IMPATTO PRODOTTO DALLE DRAGHE DENTATE RIQUANTIFICATO SU SCALA PAN-EUROPEA

 

Ref. N. 98/018

Studio in supporto della Politica Comune della Pesca, bando XIV-C1D(98)

 

J.M. Hall-Spencer1, J. Grall2, G. Franceschini3, O. Giovanardi3, P.G. Moore1, R.J.A. Atkinson1 and I.D. Tuck4

 

1University Marine Biological Station Millport, Isle of Cumbrae, Scotland KA28 0EG, UK

2Institut Universitaire Européen de la Mer, LEMAR UMR-CNRS 6539, Plouzané, France

3Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare, ICRAM- Chioggia

4Fisheries Research Services, Marine Laboratory Aberdeen (MLA), Aberdeen, Scotland AB11 9DB, UK

 

RIASSUNTO

Le cappesante (Pecten , Aequipecten spp.) sono raccolte nei mari europei usando draghe dentate che l'ingegno dei pescatori ha sviluppato nel corso di decenni in una varietà di configurazioni, nelle modalità più efficienti possibili, su diversi tipi di fondo: sabbie, fanghi, ghiaie, letti di “maerl”, ecc.

Sedimenti a maerl sono formati soprattutto da piccole formazioni (tipo noduli) di alghe calcaree viventi. Il programma, il cui acronimo è stato “R.E.E.F.S.” e che è durato di 18 mesi incominciò nell'aprile 1999 coinvolgendo laboratori di Scozia, Francia ed Italia. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di comparare gli impatti degli attrezzi dentati usati per raccogliere cappesante su diversi tipi di fondo: sabbia nell'Adriatico (usando l'attrezzo noto come “rapido”), maerl in Scozia (usando la draga “Newhaven”) e fondi misti in Francia (usando la draga Bretone). Il rapido, come suggerisce il nome, è stato progettato per essere trainato velocemente su fondi sabbiosi e fangosi per catturare cappesante e pesci piatti. Come tale esso è più leggero in peso rispetto agli altri attrezzi investigati. I denti del rapido per cappesante penetrano nella superficie dei sedimenti per circa 2 cm. e rimuovono questi bivalvi che vivono infossati sulla superficie dei fondali. Le altre draghe sono più pesanti, essendo progettate per affrontare terreni irregolari, ciottolosi e rocciosi, ed hanno denti più lunghi (10 cm.).

 

Gli organismi appoggiati sul fondo sono ben noti per essere sottoposti a rischio di danno da parte di tali attrezzi. Comunque una parte sostanziale della comunità biologica insediata nei sedimenti può vivere ad una profondità tale da non essere influenzata dal passaggio dell'attrezzo dentato. Questa idea è stata verificata sperimentalmente sul campo usando lo schema di campionamento noto come BACI (Before/After/Control/Impact, Prima/Dopo/Controllo/Impatto) in siti non soggetti a pesca commerciale per varie ragioni: in virtù della prossimità ad un relitto (Italia), alla presenza di un cavo sottomarino per comunicazioni (Scozia), ad accordi fra pescatori (Francia). Campioni di fondo sono stati presi con sorbona ad acqua in Italia ed sorbona ad aria in Scozia e in Francia fino a  profondità di circa 60 cm. sotto la superficie del sedimento. In aggiunta alle specifiche contrattuali sono stati effettuati campionamenti ulteriori usando benne (che sono state censite e valutate in dettaglio) aumentando così considerevolmente il valore del programma. I campioni raccolti tramite sorbona sono stati setacciati su una griglia di 4 mm per trattenere le specie più grandi, mentre i campioni della benna sono stati filtrati su un setaccio di 1 mm per trattenere gli organismi più piccoli. La ragione per includere quest'ultimi campioni è stata quella di controllare principalmente la presenza di stadi giovanili degli elementi della fauna che scavano tane profonde. Campioni rappresentativi sono stati raccolti su ogni fondo prima dell'impatto sui punti definiti come controllo e sperimentali. Impatti di piccola scala sono stati poi prodotti nel sito sperimentale con l'attrezzo commerciale del luogo. L'operatività dell'attrezzo è stata monitorata usando video e macchine fotografiche subacquee, mentre degli operatori subacquei registravano la comparsa e le caratteristiche dei solchi lasciati dall'attrezzo immediatamente dopo l'impatto. Il contenuto delle catture è stato valutato in termini di composizione specifica, proporzione di cattura commerciale rispetto allo scarto (come peso umido)  e danno sostenuto dagli organismi. Le conseguenze di lungo termine di questo singolo evento di impatto sono state seguite stagionalmente (4 volte) nel seguente anno in Scozia e in Francia.

 

Queste ricerche hanno rivelato che lo strato dei primi 10 cm di sedimenti conteneva la maggioranza degli organismi, sia numericamente che in termini di diversità di specie. Comunque la biomassa degli organismi negli strati più profondi (10-30 cm., 30-60 cm. di profondità) è stato spesso molto più grande di quello dello strato superficiale, qualche volta corrispondente al 70% del totale. Gli organismi scavatori profondi sono grandi, dalla lunga durata di vita (principalmente bivalvi, gamberetti di fango e vermi sipunculidi). Da adulti questi organismi sono protetti dal passaggio degli attrezzi trainati, per quanto danneggianti questi possono essere più in superficie. Molti degli animali (ad es. vermi policheti, piccoli molluschi) viventi nello strato superficiale del sedimento, sebbene disturbati dalla draga, sono sufficientemente piccoli per sopravvivere o passare attraverso o sotto le draghe. Gli organismi che soffrono di maggiori danni da parte di questi attrezzi sono quelli appartenenti a specie grandi e sessili dell'epifauna, che sono ampiamente disperse e quindi poco campionate dalle metodologie che prevedono l'uso delle benne o dal “quadrato”. Sono questi organismi, più gli elementi del loro substrato solido (pietre, conchiglie morte) che formano la massa  dello scarto non voluto (“by-catch”). La presenza di questo materiale di “rifiuto” contribuisce al danno sostenuto dagli organismi catturati nel sacco finale. Il rigetto di questi organismi danneggiati, insieme agli organismi danneggiati non trattenuti e rimasti sul campo sul solco della draga, rappresenta un non trascurabile input energetico sul fondo, che è sfruttato dagli organismi noti come “scavengers”, molto presenti ed attivi sul fondo, che includono in particolare pesci, granchi ed echinodermi.

 

Fra tutti i tipi di attrezzi trainati sui fondali dei mari europei le draghe dentate hanno acquisito la reputazione di essere i più dannosi dal punto di vista ambientale. Questo progetto ha mostrato che, data un'area, il loro impatto influenza in maniera diversa i vari aspetti dell'ecologia  del fondo marino. Gli impatti dipendono anche dal tipo di fondo ed a quale specie la pesca è rivolta. Sono state anche messe in evidenza le deficienze degli approcci convenzionali all'osservazione degli impatti biologici degli attrezzi da pesca, che spesso producono un quadro incompleto dell'ampia gamma degli effetti.

 

I fondi sabbiosi sono probabilmente quelli più resilienti agli attrezzi trainati di qualunque tipo, e sono generalmente habitat a bassa diversità. Essendo fondi altamente mobili, qualunque evidenza di impatto sulla sabbia alle profondità oggetto di studio è rapidamente cancellata dall'azione delle correnti e delle onde, e le comunità viventi sulla superficie non rivestono generalmente un grande significato per la conservazione. Fondi a maerl, essendo composti di alghe vive calcare, sono molto più suscettibili all'attività delle draghe. La complessità fisica di questo habitat e la sua lunga persistenza nel tempo (le specie che formano il maerl crescono molto lentamente, impiegando secoli o millenni per accumularsi sui fondali) rende questi terreni luoghi adatti per la vita di un ampia varietà di animali e alghe. Sfortunatamente, il maerl è facilmente sepolto dall'attività delle draghe e poi muore a causa della mancanza di luce. Non va dimenticato che le due principali specie che formano letti di maerl nei mari europei sono le sole alghe per le quali è richiesta una gestione attraverso la Direttiva Habitats della UE (1992). Il danno fisico causato dal traino di attrezzi da pesca pesanti sopra questi fondi può alterare permanentemente la loro struttura e ridurre la sopravvivenza nel lungo termine di questo habitat.

 

Per proteggere i migliori habitat a maerl, ci sembra opportuno che siano selezionate aree ben definite dove l'intervento umano, nelle sue forme più distruttive, sia ristretto attraverso apposite normative. Fondi “nursery” protetti potrebbero allora sostenere riproduttori di specie come le cappesante e aumentare il potenziale di pesca di aree vicine meno sensibili. Molti fondi maerl europei sono stati già colpiti gravemente dallo sfruttamento e dalla degradazione dell'habitat; probabilmente poche aree a maerl significative rimangono ancora vergini. Per raggiungere il grado di protezione necessaria per la conservazione della biodiversità dei fondi a maerl in un contesto europeo è necessario migliorare lo stato delle alghe che formano il maerl e quindi raggiungere una categoria più alta di protezione di quella attuale nell'ambito della Direttiva Habitats (1992). Sebbene nel migliore interesse finale dei “portatori di interessi”, l'accettabilità di queste idee dipenderà dall'opera di convinzione dei pescatori della forza e validità di tali argomenti. La strada verso la gestione regionale della pesca europea aiuterà nell'incoraggiare attitudini di pesca più responsabili, per una migliore sostenibilità di quella attuale di questa attività.

 

DOCUMENTARIO:

L'impatto causato dagli attrezzi a strascico ad apertura fissa

(Draghe dentate da Cappesante)

 

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