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Lo studio della biodiversità per un equilibrio fra conservazione e sfruttamento in laguna di Venezia:    analisi delle comunità ittiche

D. Mainardi, R. Fiorin, A. Franco,  P. Franzoi, A. Libertini, S.Malavasi, O. Giovanardi, F. Pranovi, F. Riccato, P. Torricelli.

La diversità biologica è una proprietà intrinseca delle forme viventi e, come tale, è la componente chiave del funzionamento dei processi ecologici, controllando la stabilità e la capacità di resilienza all'ecosistema. La ricchezza ed il ruolo funzionale delle specie, la dinamica e la variabilità dei popolamenti definiscono la biodiversità di un sistema naturale. Le relazioni funzionali tra le specie, e tra queste e il comparto abiotico, definiscono il livello di organizzazione necessario al funzionamento dell'ecosistema. L'analisi della biodiversità deve essere estesa, pertanto, ai livelli corrispondenti al diverso grado di complessità dell'organizzazione biologica: dai livelli più elevati, quello ecosistemico e di comunità, ai livelli di più fine risoluzione quali le informazioni contenute nel codice genetico degli organismi. In quest'ottica sono stati studiati, a livello di comunità, gli aspetti faunistici ed ecologici dei popolamenti ittici dell'ecosistema acquatico lagunare e, a livello di specie/popolazione, alcuni parametri citogenetici nelle due famiglie rappresentanti la componente più significativa di tali popolamenti. Il presente lavoro  riporta i risultati preliminari relativi a questi studi.

Per quanto riguarda il livello di comunità, un ciclo annuale di campionamento è stato svolto in tre aree della Laguna di Venezia che differiscono per un insieme di caratteristiche ambientali  quali la granulometria del substrato, il tipo e l'estensione della copertura vegetale e il ricambio mareale. I risultati ottenuti, oltre a fornire un data base della diversità biologica delle specie ittiche, consentono una preliminare lettura delle relazioni fra biodiversità ed eterogeneità ambientale. Le diverse situazioni ambientali indagate esprimono, infatti, diversità nei popolamenti ittici, delineando tre tipologie di comunità tra loro significativamente differenti come composizione, ricchezza e abbondanza di specie ittiche. Un'elaborazione successiva ha riguardato l'attribuzione a gruppi funzionali delle specie reperite, utilizzando come primo criterio i diversi cicli biologici delle specie in funzione della differenziale permanenza in ambiente lagunare. Sono stati individuati tre gruppi funzionali: permanenti, ciclici, occasionali. Fra le aree di indagine sono emerse significative differenze nella composizione e nella distribuzione spazio-temporale dei gruppi funzionali.

 

Gobiidae e Syngnathidae sono le  famiglie  che contribuiscono con un maggior numero di specie alla componente permanente dei popolamenti lagunari. In entrambe si sono evolute forme con cicli biologici e comportamenti riproduttivi adattati all'ambiente lagunare. L'analisi citogenetica, focalizzata su queste due famiglie,  riguardante il contenuto di DNA nucleare,  ha fornito dati preliminari per 5 specie di singnatidi e 3 specie di gobidi. Il confronto tra le specie di singnatidi, dato dalla comparazione dei dati citogenetici finora noti, ha evidenziato un trend generale verso la riduzione del contenuto di DNA e  del numero di cromosomi, mostrato nei generi Syngnathus e Hippocampus. Nerophis sembra aver seguito una strategia alternativa, che potrebbe riflettersi in una diversa modalità nel gestire la variabilità genetica nelle popolazioni. I primi dati sui Gobidi sembrano evidenziare una tendenza a mantenere quantità di DNA nucleare elevate, accompagnata da fluttuazioni nella composizione in basi del genoma.

 

 

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