Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare

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Web Chioggia - Indice

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INFORMAZIONI GENERALI

L'Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare è un Ente pubblico di ricerca, istituito con la legge 17 febbraio 1982, n. 41 (ex-ICRAP), posto dal 1994 sotto la vigilanza del Ministero dell'Ambiente. L'Istituto, a cui al momento afferiscono 54 persone fra personale tecnico, scientifico e amministrativo (è di recente stata approvata l'estensione della pianta organica a 104 persone) comprende una sede centrale a Roma e due sedi periferiche, denominate Strutture Tecnico-Scientifiche (S.T.S.), istituite nel 1991, una a Chioggia e l'altra a Palermo.

La scelta di costituire sedi periferiche è legata al programma di decentrare l'attività, costituendo strutture sul campo in aree ritenute strategiche per tali ricerche. In quest'ottica si colloca la scelta di Chioggia. Questa località, infatti, è il centro di un'area con notevole vocazione naturale per attività di carattere ittico, basti pensare alla Laguna di Venezia e alla pesca in Alto Adriatico. Inoltre è sede di fiorenti ed importanti strutture di produzione e di trasformazione, che ne fanno una delle marinerie più attive del Paese. È quindi uno dei luoghi più qualificati per sperimentare e realizzare quelle trasformazioni di cui il comparto ha bisogno. D'altra parte tali aree sono soggette a particolari condizioni di stress ambientale, che implicano una stretta connessione tra lo studio delle condizioni ambientali e quello della tecnologia e biologia della pesca.

L'ICRAM a Chioggia opera svolgendo attività di ricerca sul campo e in laboratorio, offrendo assistenza tecnica e scientifica agli operatori, diffondendo le conoscenze e le esperienze acquisite. Tali esperienze vengono inoltre divulgate attraverso la partecipazione ad attività di formazione professionale in collaborazione con Istituzioni  locali, quali ad es. l'Istituto Professionale “G . Cini”, con le Organizzazioni nazionali e locali della Cooperative di Pesca e con le Istituzioni Universitarie di Padova, Venezia e di Ravenna. La presenza dell'ICRAM è contestuale ad una sola altra istituzione scientifica qualificata, la Stazione di Idrobiologia del Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova. L'ICRAM collabora inoltre con altre istituzioni scientifiche e tecniche locali quali il Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università di Venezia, l'ISMAR-C.N.R. di Venezia, i Dipartimenti di Biologia e di Chimica Analitica dell'Università di Padova, l'ARPAV, ecc. In ambito internazionale sono attive decine di collaborazioni, fra le quali ad es. quelle consolidate con l'Istituto di Oceanografia e Pesca di Spalato e il Centro di Ricerche Marine di Rovigno (Croazia). Il responsabile della S.T.S. di Chioggia (Otello Giovanardi) è membro nazionale nell'ambito della rete EFARO (European Fisheries and Aquaculture Research Organizations; sito web: www.efaro.org) coordinando quindi le attività con i principali centri di ricerca comunitaria sulla pesca e l'acquacoltura in Europa (ad es. IFREMER francese, Istituto di Oceanografia e Pesca spagnolo (IEO), NCMR greco, ecc.).

I principali settori di ricerca in cui la struttura opera sono: gli effetti degli apporti antropici sui cicli biogeochimici del carbonio, azoto, fosforo, metalli in traccia, la distribuzione nel comparto biotico ed abiotico di inquinanti organometallici, quali gli organostannici (TBT, DBT, MBT), lo sviluppo di metodologie analitiche applicabili allo studio dell'ambiente marino, i monitoraggi costieri, la biologia e le tecniche della pesca e dell'acquacoltura (in particolare dei molluschi bivalvi), la valutazione delle risorse ittiche, l'impatto dell'attività di pesca e acquacoltura sull'ambiente marino e lagunare. Ai  ricercatori e collaboratori afferenti alla struttura di Chioggia fanno quindi capo diverse linee e gruppi di ricerca. Le principali sono: “Ecologia della Pesca in Adriatico” (resp. O. Giovanardi; per una descrizione sintetica visitare la pagina dedicata alle ricerche nella STS di Chioggia all'interno del sito web www.icram.org) e “Biogeochimica del carbonio, azoto e fosforo nel mare Adriatico” (resp. Michele Giani).

L'elemento principale della missione dell'ICRAM si configura nel suo ruolo di cerniera tra il mondo della ricerca di base e quello dei decisori politici, per fornire a questi ultimi il proprio supporto di consulenza, basato su solide basi scientifiche, su un approccio ecosistemico della soluzione dei problemi ambientali, e sui concetti di sostenibilità e di uso della precauzione. In applicazione degli enunciati del Codice di Condotta per una Pesca Responsabile (FAO, 1995) e dell'Approccio Precauzionale alla Pesca (FAO, 1995) il contributo dell'ICRAM si è sviluppato nell'ambito di più direttrici che tengono anche conto degli strumenti normativi del settore, delle esigenze delle Amministrazioni di riferimento e delle aspettative socio-economiche del comparto. Più precisamente si ritiene di offrire un contributo:

1) nell'ambito dell'ecologia della pesca con particolare riferimento allo studio sulla valutazione  e la minimizzazione dell'impatto della pesca sulle risorse, sull'ambiente marino e sulla biodiversità (Approccio Ecosistemico);

2) nell'ambito della pesca sostenibile attraverso la messa a punto di modelli di gestione e di autogestione della pesca in ambienti sottoposti a differenti regimi di tutela con particolare riferimento ad aree di ripopolamento, aree GIFC (Gestione Integrata della Fascia Costiera) ed Aree Marine Protette (AMP);

3) nell'ambito dell'impatto delle attività antropiche sull'ambiente marino e lagunare e della comprensione delle variazioni naturali dei processi biogeochimici della sostanza organica e degli elementi ad essa associati (azoto, fosforo, ecc.);

4) nell'ambito della trasferibilità di metodi utilizzati nelle ricerche oceanografiche per la creazione di reti di monitoraggio della qualità dell'ambiente marino a livello nazionale e locale. 

 

 

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